LA STORIA
La mimosa, il cui nome scientifico è Acacia Dealbata, appartenente alla famiglia delle Fabaceae, è un arbusto originario dell’Australia (esattamente della Tasmania) che è arrivato in Europa a partire dall’Ottocento ad opera dell’esploratore James Cook. La pianta si è adattata benissimo al nuovo ambiente, per il clima soleggiato e le gelate poco frequenti. La mimosa riscosse immediatamente notevole successo per la sua bellezza e il suo profumo intenso tra gli aristocratici europei che iniziarono a coltivarla per abbellire i loro giardini, e da allora è utilizzata come pianta ornamentale. In Italia è diffusa soprattutto in Sicilia e in tutto il sud ma anche lungo la Riviera Ligure, in Toscana e sulle coste dei laghi settentrionali.
Secondo il linguaggio dei fiori, il significato della mimosa è legato alla forza e alla femminilità ma è anche utilizzata per esprimere libertà, autonomia e sensibilità, simile al sole simboleggia magnificenza, eleganza, tenerezza e trasmette un messaggio di amicizia. Da pianta ornamentale, nel XX secolo la mimosa è diventata anche una pianta simbolica. La tradizione è nata nel 1946, quando la parlamentare Teresa Mattei propose di utilizzare questo fiore associandolo alla Giornata Internazionale della Donna l’8 Marzo. La mimosa fu scelta perché fiorisce nel periodo primaverile e perché era una pianta economica che tutti avrebbero potuto acquistare o reperire facilmente anche in natura. Da allora, l’8 marzo è usanza offrire alle donne un rametto di mimosa per celebrare la Giornata Internazionale della Donna. La mimosa ci fa pensare subito alla primavera, al sole e alla luce, e porta con sé bellezza, profumo e allegria!
LA PIANTA DI MIMOSA
La mimosa è una pianta sempreverde che ama l’esposizione diretta alla luce del sole e un terreno leggermente acido, cresce molto velocemente, fino a 1 metro all’anno! Il suo clima ideale è quello temperato e non resiste a temperature troppo basse. La corteccia della mimosa è liscia e di colore grigio-biancastra, le foglie sono di colore verde argenteo, lunghe fino a 12 centimetri, si sviluppano su rami sottili e sono composte da altre foglioline più piccole. La mimosa fiorisce tra gennaio e marzo: i suoi fiori si sviluppano in pannocchie composte da tantissimi capolini sferici di colore giallo, molto profumati e delicati che persistono sulla pianta per circa due mesi. Successivamente la mimosa produce piccoli frutti verdi, simili a legumi, che poi assumono una colorazione più scura. Ma è possibile coltivare la mimosa in casa? Certo che si!
COME PIANTARE E COLTIVARE LA MIMOSA
Vediamo dunque come piantare la mimosa. Nelle zone con clima temperato oppure in zone abbastanza riparate, la mimosa può essere piantata in piena terra ed il momento ideale per piantarla è nel tardo inverno, quando il terreno si è ormai scongelato, oppure in primavera. Bisogna scegliere con cura la posizione in cui piantare la nostra mimosa: un’esposizione soleggiata, massimo a mezz’ombra, preferibilmente a sud. L’importante è posizionare la mimosa in un luogo dove riceva almeno tre ore di luce solare diretta al giorno, al riparo da venti e correnti d’aria, magari dietro una siepe o un muro. La mimosa è una pianta che si adatta a molti tipi di terreno ma è ideale un terreno ben drenante con un pH acido compreso tra 4,6 e 5. Dopo aver individuato la posizione ideale scaviamo una buca profonda e larga circa 50/60 centimetri. Prepariamo il terreno, mescolando alla terra asportata del buon terriccio e un po’ di stallatico. Sul fondo della buca spargiamo uno strato di palline di argilla espansa, pozzolana o cocci di vasi di argilla. Immergiamo le radici della pianta di mimosa in un secchio d’acqua, così da reidratarle, slegandole prima di sistemare la zolla nella buca. Installiamo un supporto per la nostra piantina, perché all’inizio la mimosa non attecchisce subito in profondità e ha bisogno di sostegno. Innaffiamo la mimosa circa ogni 2 settimane nei mesi più caldi, e una volta al mese nei mesi invernali, evitando sempre i ristagni idrici. La mimosa resiste alla siccità e non tollera gli eccessi d’acqua. Ma almeno per le prime due estati, dopo essere state piantate in giardino, la mimosa deve essere annaffiata regolarmente, affinché attecchisca correttamente. In autunno va fatta la pacciamatura alla base della pianta, ossia il terreno attorno alla pianta va coperto con uno strato di materiale (ad esempio paglia o foglie) per proteggerla dal freddo; a fine inverno si può procedere con la concimazione. La potatura della mimosa va fatta a marzo e comunque sempre dopo la fioritura: bisogna tagliare di 2/3 i rami sfioriti e se la pianta in inverno è stata danneggiata dal gelo si può procedere con una potatura più incisiva. La potatura favorisce la formazione di nuovi germogli e mantiene una forma più compatta.
La mimosa può essere coltivata anche in vaso, purché sia capiente, largo e alto almeno 50 centimetri per far sì che la pianta cresca bene. Optate per un vaso con fori di drenaggio per evitare ristagni d’acqua. La mimosa ama la luce del sole, per questo scegliete un vaso grande e mettetelo al riparo dalle correnti d’aria sul terrazzo o sul balcone per proteggerlo dal gelo. Restano valide le indicazioni date in precedenza per la scelta della posizione e la composizione del terreno e del substrato.
La mimosa in vaso necessita di cure differenti. In questo caso, le annaffiature devono essere più regolari nel periodo dello sviluppo, ma meno frequenti in inverno, l’importante è che il terriccio non sia mai del tutto secco. Inoltre, la pianta di mimosa in vaso va concimata regolarmente e rinvasata ogni due o tre anni. Nel periodo più freddo, sarebbe meglio proteggerla in un luogo più riparato, ma non in appartamento, in quanto il riscaldamento eccessivo potrebbe danneggiarla. Adesso che sai tutto sulla pianta di mimosa, non ti resta che coltivarla per rendere il tuo giardino o il tuo terrazzo più colorato e profumato!