Per devozione anche quest’anno la mia famiglia farà una Gita a Tindari! Come dimenticare quella giornata? Ricordo tutto, nulla fu più uguale, tutta la Sicilia ne parla e ne parlerà tutto il mondo! Al mio paese si parlava di questa Madonna, venuta dal mare, dal paese dei turchi, su una nave carica di ricchezze, che per una terribile tempesta trovò riparo sotto il promontorio di Tindari. A mare calmo, forse per una secca, la nave non riusciva a ripartire, per cui i marinai alleggerirono il carico lasciando casse e bauli. Fu così che i pescatori trovarono in una cassa la statua di una Madonna con il suo Bambino, di una bellezza mai vista prima! Decisero di portarla in cima al colle, vicino alla città antica, dove vissero i greci e i latini. Si raccontava al mio paese, questa storia antica, e tutti quelli che erano andati a vedere questa meraviglia tornavano estasiati. Volli andare anch’io, con la mia famiglia, a vedere questo prodigio! Partimmo di notte, in cielo stelle a migliaia. Misi mia figlia nella coffa, com’era bella! Dormiva beata, vestita a festa, con le treccine con il nastrino di seta! Attraversammo vigneti, uliveti, agrumeti! Arrivammo a Oliveri, “bello e grazioso casale, con un grande castello in riva al mare, delle case, delle buone terre da seminare, … con un bel porto nel quale si faceva copiosa pesca di tonno”. Albeggiava, le stelle adesso brillavano in terra, dieci, cento, mille, mille migliaia di luci sotto il sole rosa! Non avevo mai visto il mare; sembrava cielo, tremava e dondolava dolcemente, era come uno specchio. Tolsi le scarpe ed entrai con i piedi in quelle acque cristalline, trasalii con un balzo indietro! I pesci mi lambivano le caviglie! Era mattina! Sentii la voce del capo Rais alla tonnara e il coro dei tonnaroti e il rumore dei loro arnesi, e il brusio di uomini e donne operosi come api vicino l’alveare. Cielo e mare erano intrecciati! All’orizzonte sette isole, Lipari e le sue sorelle! La bambina dormiva ancora. Un pescatore intercettò il nostro stupore e la nostra stanchezza e intuendo la meta del nostro viaggio si offrì di accompagnarci per un breve tratto di mare sulla sua barcuzza, già diretta verso le grotte sotto al colle! Che profumo di sole e di sale! Il mare era trasparente, pesci grandi e piccoli attorniavano la barca, il fondale ribolliva di polpi timorosi e ricci di mare rotolavano tra le onde! Egli ci lasciò ai piedi del sentiero detto “coda di Volpe”, mancava solo un’ora di cammino! La bambina si era svegliata, la tenevo per mano, a tratti in braccio. Il sentiero era in salita, ma la vista del mare azzurro e l’odore del sale e dei fiori selvatici lo rendeva piacevole. Dietro un uliveto apparve la chiesetta: il Santuario della Madonna! Mi batteva forte il cuore, avevo tanto sognato quel momento! Un portale intarsiato, marmo al pavimento, marmo alle colonne, alzai lo sguardo e Matri Mia! “Haju vinutu di luntana via, ppi vidiri a una cchiù brutta di mia!” (Sono venuta da così lontano per vedere una più brutta di me?) Non riuscii a trattenere le parole! La Madonna era nera e nero il divin Figlio! Tutte quelle meraviglie in cielo, in terra e in mare, per concludere così il mio viaggio? Mentre pensavo confusa, la bambina mi lasciò la mano, non me ne accorsi, sopraffatta dallo stupore finché la sentii gridare! In mare, la bambina cadde in mare! Mi si spezzò il cuore, smisi di respirare, mi paralizzai e caddi in terra innanzi alla Madonna Nera! Lei, solo Lei poteva capirmi, Lei che aveva perso suo Figlio! Piansi lacrime salate come il mare e supplicai perdono, con il viso sul marmo, immobile e pentita! E piangendo Le chiesi la Grazia! Piansi così tanto che mi sembrò di non aver più lacrime, il mio viso si asciugò! Mi sollevarono e mi avvicinai alla balaustra. Vidi le onde fremere, la sabbia spumeggiare, il mare si ritirò e avvenne il miracolo! Apparve una lingua di sabbia, con dei Laghetti, la sua sagoma era quella della Vergine di profilo e tra le mani reggeva mia figlia! Le sue trecce erano asciutte, asciutto il vestitino! Mi salutava con la manina! Corsi innanzi l’effige della Madonna Nera, mai immagine fu più bella né mai lo sarà ai miei occhi! Accorsero tante barche di pescatori, che non osarono mettere piede su quella sabbia miracolosa e si chiedevano di dove venisse quella bambina. Giunse anche l’uomo che ci aveva accompagnati in mattinata! Lui vide e capì! Sollevò lo sguardo in alto, si tolse il cappello per rispetto e corse scalzo a prendere mia figlia! Ringraziai la Madonna e le promisi che mai avrei smesso di raccontare il miracolo della Madonna Nera di Tindari, la bellezza di Marinello e dei suoi Laghetti. E’ un posto speciale ove le meraviglie di cielo, terra e mare per sempre richiameranno la gente, da ogni parte del mondo, a visitare uno dei luoghi più belli della Sicilia!