ORIGINE DEL NOME GIUSEPPE
L'etimologia del nome Giuseppe ha una storia antica e affascinante, che affonda le sue radici nella tradizione ebraica e si intreccia strettamente alla sfera religiosa. Il nome Giuseppe deriva dall’ebraico ebraico Yosef, che si compone di due parti: Yahweh, che si riferisce a Dio, e yasaf, che significa "aggiungere" o "accrescere" pertanto, può essere interpretato come "Dio aggiunge" o "Dio accresce”. Questa espressione suggerisce un'idea di abbondanza e benedizione divina, attribuendo a chi porta questo nome una speciale grazia di prosperità e crescita nella vita. Nel passaggio dall'ebraico all'uso greco e latino, Yosef diventa in greco in Ioseph e poi in Iosephos o Iosepos, ripreso in latino come Ioseph, Iosephus e nella forma più popolare di Ioseppus. L'etimologia del nome Giuseppe ha quindi viaggiato attraverso i secoli e le culture, evolvendosi in molte varianti linguistiche: Iosephus è la forma che ha influenzato le versioni moderne in diverse lingue europee. Il nome originale "Yosef" è legato quindi alla speranza che Dio possa concedere benedizioni e nel contesto biblico il nome Giuseppe è particolarmente significativo. Nell'Antico Testamento è raccontata la storia di Giuseppe, undicesimo figlio di Giacobbe e Rachele, venduto per gelosia come schiavo dai fratelli, poi divenuto importante consigliere del faraone in Egitto. Giuseppe è simbolo di fede, perseveranza e della capacità di superare le avversità affidandosi a Dio. Anche il “nostro” San Giuseppe nel Nuovo Testamento, sposo di Maria e padre putativo di Gesù, assume una forte connotazione di fede e perseveranza, umiltà e rettitudine. In Italia grazie alla figura di San Giuseppe, il nome Giuseppe si è diffuso come emblema di dedizione familiare, umiltà e laboriosità, dedizione per la famiglia e per il lavoro, amore per le cose semplici, onestà e umiltà, affidabilità e protezione, trasmettendo un senso di stabilità e fiducia che lo ha reso uno dei nomi più apprezzati e utilizzati.
FESTA DEL PAPA'
In Italia, per queste motivazioni, la Festa del papà cade proprio il 19 marzo, giorno del calendario che nel 1479 papa Sisto IV dedicò a San Giuseppe e la scelta di festeggiare i papà in questa data è strettamente legata alla figura di San Giuseppe, che nei secoli è stato considerato il "padre per eccellenza", buono, laborioso, comprensivo, un vero esempio di paternità. Nel mondo però i vari Paesi hanno declinato la festività in base alla loro cultura e alle diverse tradizioni, perciò nel mondo non esiste un'unica data per celebrare questa ricorrenza.
SAN GIUSEPPE IN SICILIA
La figura di S. Giuseppe, è molto venerata in Sicilia, e lo dimostra l’alto numero di persone con nome Giuseppe, in tutte le sue varianti maschili tra cui Pippo, Peppe, Peppino, Pino, e femminili Giusy o Giusi, Giuseppa, Giuseppina, Peppina, Pina. È praticamente impossibile che in una famiglia siciliana non ci sia un Giuseppe o una Giusy da festeggiare il 19 marzo! È patrono dei papà, dei falegnami, dei carpentieri, degli ebanisti, dei moribondi e viene invocato per ottenere un buon matrimonio. Le celebrazioni di San Giuseppe in Sicilia sono davvero suggestive e rappresentano una grande occasione per conoscere la spiritualità dell’Isola. Nonostante questo giorno sia celebrato in tutta Italia, in Sicilia ha un significato davvero speciale. Anche in questa occasione si perde il confine tra storia e leggenda, tra sacra devozione e profano folklore, con momenti di grande e commossa preghiera a San Giuseppe, intervallati da gioia e peculiari usanze enogastronomiche. La leggenda narra che durante il Medioevo la Sicilia fu colpita da una gravissima siccità e conseguente carestia, che provocò lutti e disperazione, per cui i siciliani iniziarono a rivolgersi a San Giuseppe, implorandolo di liberare l’Isola dalla fame, promettendo che l’avrebbero celebrato ogni anno allestendo la “Tavola di San Giuseppe”: una tavola/altare imbandita con cibi prelibati e in particolare di pani a lui dedicati, il pane di San Giuseppe come ringraziamento per il miracolo. Le donne, si tramandano oralmente di madre in figlia, di generazione in generazione, i segreti della lavorazione del pane votivo spesso a forma di fiori, frutti e spighe di grano. Le tradizioni religiose continuano ancora oggi con una lunghissima lista di festeggiamenti. In moltissime città siciliane si svolge una processione in onore di San Giuseppe, con preghiere e canzoni celebrative. Inoltre, come ogni ricorrenza in Sicilia, anche il giorno di San Giuseppe è accompagnato da una serie di tradizioni culinarie, che variano a seconda della zona. Ma il denominatore comune in tutta la Sicilia è sicuramente la SFINCIA di San Giuseppe, un dolce, ufficialmente inserito nella lista dei prodotti agroalimentari tradizionali italiani dal Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali. In siciliano la parola "sfincia" si riferisce ad un prodotto culinario di consistenza morbida e irregolare simile ad una spugna. Infatti la parola “sfincia” deriva dall'arabo “ʾisfanj” a sua volta derivato dal latino spongia “spugna”. La sfincia è una dolce frittella morbida e spugnosa di pasta fritta, farcita con ricotta, gocce di cioccolato fondente e canditi (una scorzetta d'arancia o una ciliegia) ma ne esistono numerose varianti, anche salate! La Sfincia si prepara tradizionalmente per la festa di san Giuseppe, ma con il tempo, il prodotto è diventato disponibile al consumo tutto l’anno.